Renato Zero, Zerofobia
1977, RCA
Copertina: Arpad Kertesz
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La copertina più nota ai fan di Zero è proprio quella di “Zerofobia”, un’immagine di Renato vestito di bianco con un trucco da Pierrot, nel retro invece si può ammirare un Renato con un trucco stile glam rock. Questa iconica fotografia di Arpad Kertesz rappresenta un momento cruciale nella definizione dell’immagine artistica di Renato Zero, catturando perfettamente la sua natura teatrale e provocatoria. Il contrasto tra il bianco dell’abito e il trucco da Pierrot crea un’atmosfera onirica e malinconica che riflette i temi dell’album. La composizione fotografica gioca sull’ambiguità di genere e sulla teatralità, elementi distintivi dell’artista romano che qui trova la sua piena espressione visiva.
Arpad Kertesz (1940-2016)
Arpad Kertesz (Roma, 4 settembre 1940 – Roma, 15 luglio 2016) è stato un fotografo, modello e attore italiano. Arpad Kertesz, di origine ungherese, inizia la carriera come modello e negli anni sessanta lavorò come attore di fotoromanzi per la Lancio. Dopo alcuni anni di lavoro come modello iniziò a dedicarsi alla fotografia, specializzandosi in ritratti di artisti del mondo della musica.
La sua carriera fotografica si è sviluppata specializzandosi in ritratti di star musicali, fissando e interpretando attraverso i suoi scatti un periodo come gli anni settanta, che vede emergere talenti come Renato Zero e Antonello Venditti e tendenze artistiche mondiali come la disco music. Con Renato Zero collaborò a lungo, e firmò le storiche copertine dei suoi primi album, da No mamma no a Invenzioni, da Trapezio a Zerofobia, da Zerolandia a Erozero.
Ha immortalato poi tra gli altri Loredana Bertè, Mia Martini, Alice, Anna Oxa, Gianna Nannini, Easy Going, Luca Barbarossa, Scialpi e Bobby Solo. Il suo stile fotografico si caratterizzava per la capacità di catturare l’essenza teatrale e artistica dei suoi soggetti, contribuendo significativamente a definire l’iconografia visiva della musica italiana degli anni ’70 e ’80. La sua morte nel 2016 ha rappresentato una grande perdita per il mondo della fotografia musicale italiana.

