Crosby, Stills & Nash, Crosby, Stills & Nash
1969, Atlantic
Copertina: Henry Diltz
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La copertina del debut album di Crosby, Stills & Nash rappresenta uno dei momenti più iconici e spontanei nella storia della fotografia musicale. “Abbiamo trovato un vecchio divano davanti a una casa abbandonata per scattare questa foto. È diventata la copertina del loro primo album.” – ricorda Henry Diltz.
L’immagine fu scattata presso una piccola casa abbandonata con un divano all’esterno a West Hollywood, su una piccola strada chiamata Palm Avenue, vicino a un famoso chiosco Orange Julius (ora autolavaggio) sulla più grande arteria di Santa Monica Boulevard.
Il fascino di questa fotografia risiede nella sua spontaneità assoluta. “La sensazione era quella di essere solo amici che si rilassavano” – spiega Henry Diltz del servizio fotografico del febbraio 1969 – “Quelli erano i miei amici, le persone con cui uscivo e fumavo erba“. Questa naturalezza traspare dall’immagine, creando un senso di intimità e autenticità che riflette perfettamente lo spirito della Laurel Canyon Scene.
(La Laurel Canyon è una lunga strada che attraversa le colline di Hollywood, a Los Angeles, e che costituisce il rifugio della cultura alternativa e dei rivoluzionari personaggi della musica anni settanta).
Un dettaglio ironico rende questa copertina ancora più leggendaria: al momento dello scatto, la band non aveva ancora un nome ufficiale, quindi non considerarono l’ordine dei posti a sedere, che erano, da sinistra a destra: Nash, Stills e Crosby. Pochi giorni dopo il servizio, decisero ufficialmente il nome del gruppo: Crosby, Stills & Nash. Ma la casa fu demolita pochi giorni dopo, quindi la band non poté mai rifare questa fotografia nell’ordine corretto del loro nome.
Questo “errore” fortuito rende la copertina un documento unico e irripetibile, simbolo perfetto della spontaneità creativa di quell’epoca.
Henry Diltz
Henry Diltz era membro dei Modern Folk Quartet negli anni ’60 quando lui e i suoi compagni di band comprarono macchine fotografiche economiche per ammazzare il tempo durante i tour. Viveva nella Laurel Canyon della California con vicini come Frank Zappa, Joni Mitchell e membri dei The Byrds, The Eagles e Buffalo Springfield.
La sua carriera professionale iniziò con la fortuita vendita per $100 di un singolo scatto dei Buffalo Springfield nel 1966. Diltz ha fotografato oltre 200 copertine di album e è stato il fotografo ufficiale di Woodstock, oltre che del Monterey Pop Festival e Miami Pop Festival.
Ha ricevuto Lifetime Achievement Awards dai Grammy, The Lucie e Photography Hall of Fame e il suo lavoro è apparso in pubblicazioni prestigiose come The New York Times, Rolling Stone e Life Magazine.
Divenne il fotografo ufficiale di Woodstock grazie a Chip Monck, direttore luci che lavorava al festival, che lo raccomandò agli organizzatori. Gli inviarono $500 e un biglietto aereo. “Volevo solo ricordare esattamente cosa avevo visto” dice Diltz. “Si trattava di catturare immagini e momenti, riempiendo l’inquadratura con l’essenza di ciò che vedevo“.
La sua filosofia fotografica, basata sulla semplicità e l’autenticità del momento, ha definito l’estetica visiva di un’intera generazione musicale, documentando con straordinaria naturalezza l’epoca d’oro della musica folk-rock californiana.

