Baccini, Cartoons
1989, CGD
Copertina: Vincenzo Mollica (artwork), Sestilio Cresti (grafica)
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La copertina dell’album “Cartoons” di Francesco Baccini del 1989 fu realizzata da Vincenzo Mollica. Mollica è il noto critico musicale e conduttore televisivo, che si diletta anche nel disegno.
La copertina reinterpreta magistralmente l’iconico “Autoritratto sulla Bugatti” di Tamara de Lempicka, sostituendo il volto della pittrice con quello di Betty Boop, il celebre personaggio dei cartoni animati degli anni ’30.

L’operazione di Mollica è geniale nella sua semplicità: mantiene l’eleganza Art Déco e la modernità urbana dell’originale della pittrice de Lempicka, ma la contamina con l’immaginario pop dei cartoons americani. Betty Boop, con i suoi occhi grandi e le labbra carnose, diventa simbolo di una seduzione più immediata e popolare, perfettamente in linea con il sound ironico e commerciale di Baccini.
Il titolo “Cartoons” trova così la sua perfetta traduzione visiva: l’arte “alta” dei primi anni del 1900 incontra l’intrattenimento di massa, creando un pastiche postmoderno che anticipa il tono giocoso e dissacrante dell’album.
Cartoons è un disco di storie differenti che si compongono quasi in un fumetto e ritraggono perfettamente la società italiana di fine anni Ottanta, periodo in cui tutto appariva splendido e lucente, tutto sembrava funzionare, tutto in apparenza pareva perfetto. In apparenza, appunto.
Vincenzo Mollica
Vincenzo Mollica è uno dei giornalisti più conosciuti in tutto il mondo, modenese di nascita, vive a Roma, in pensione ufficialmente dal 29 febbraio 2020 dopo 40 anni al Tg1.
Non è solo uno dei più importanti giornalisti della Rai, dove si è sempre occupato di spettacolo, cinema, musica e fumetto, ma da oltre trent’anni è anche un eccellente disegnatore fumettista con la grande passione per l’arte contemporanea. La sua arte, rivisitata in chiave fantastica e con una buona dose di ironia, ha come musa ispiratrice Betty Boop, cartoons/femme fatale vissuta tra il 1931 ed il 1939.
Betty Boop è un celebre personaggio del mondo dell’animazione, nato negli anni ’30 e considerato primo cartone erotico. Betty è una ragazza alla moda con il taglio dei capelli corti e frangetta nerissimi, indossa vestitini succinti che lasciano poco spazio alla fantasia. Data la morale del tempo, venne considerata talmente troppo sexy da richiedere un intervento drastico: iniziò così a fare le faccende domestiche e ad accudire animali, sostituendo la mitica mise con abiti castigati. Oggi Betty Boop è un fenomeno di costume, con magliette, borse, orecchini etc e innumerevoli altri gadget con la sua effigie.


“Non saprei dire quando sia apparsa per la prima volta nel mio cervello la parola boopismo” racconta Vincenzo Mollica. “Sicuramente è stata una sorpresa, un qualcosa che ha attraversato la mia mente. Col passare del tempo mi ci sono affezionato e l’ho coltivato come una pianticella, mi sono fatto travolgere dai vaneggiamenti che suggeriva, che cominciarono così….Il boopismo, pur appartenendo a pieno titolo alla categoria delle avanguardie storiche del Novecento, non è mai stato delimitato come movimento artistico, nessuno è riuscito a stabilirne i confini. E’ durata dieci anni questa mia ricerca inseguendo indizi di un movimento artistico che per la sua storia ufficiale non è mai esistito. Tutto è iniziato una notte di marzo in cui nacque mia figlia Caterina, fantasticando su quali immagini giocose avrebbero potuto accompagnare l’avvio della sua vita”.

