Lionel Hampton Quintet, Album #2
1955, Clef Records
Copertina: David Stone Martin
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L’Album #2 del Lionel Hampton Quintet del 1955 presenta una formazione stellare con Oscar Peterson al piano, Buddy DeFranco al clarinetto, Buddy Rich alla batteria e Ray Brown al contrabbasso, pubblicato per l’etichetta Clef Records sotto la supervisione di Norman Granz.
Secondo Scott Yanow di AllMusic, “Hampton è tipicamente esuberante durante tutto l’album (grugnendo piuttosto forte durante alcuni ritornelli ensemble su ‘Flying Home’), DeFranco e Peterson swingano come al solito, e la musica complessiva è decisamente gioiosa“.
In questo disco Hampton, catturando l’energia irrefrenabile del vibrafono in una formazione che bilancia perfettamente virtuosismo individuale e coesione d’insieme. La presenza di Peterson e Rich conferisce al gruppo una sezione ritmica di potenza straordinaria, mentre DeFranco apporta quella raffinatezza melodica che caratterizza il suo approccio al clarinetto. L’Album #2 documenta quella che può essere considerata una delle formazioni più equilibrate nella carriera di Hampton, dove l’esuberanza del leader trova il contrappeso perfetto nella sofisticazione tecnica dei suoi compagni.
La copertina di David Stone Martin
L’illustrazione di David Stone Martin per l’Album #2 del Lionel Hampton Quintet (Clef 642, 1955) rappresenta uno dei capolavori del design discografico jazz degli anni ’50. Martin riesce a catturare visivamente l’energia cinetica e l’esuberanza che caratterizzano la musica di Hampton attraverso il suo inconfondibile stile calligrafico.
Stile e tecnica
Con le sue caratteristiche linee calligrafiche disegnate a mano, DSM cattura perfettamente l’energia e la spontaneità del jazz. La copertina mostra il musicista in movimento, con linee fluide e dinamiche che traducono visivamente il ritmo swing. L’approccio di Martin privilegia il gesto espressivo rispetto al dettaglio realistico, creando un’immagine che è insieme ritratto e interpretazione musicale.
Composizione visiva
L’illustrazione presenta una composizione orizzontale divisa in tre fasce cromatiche principali: il blu dominante nella parte superiore, una banda gialla al centro e una fascia rossa nella parte inferiore dove è inserito il lettering “LIONEL HAMPTON”. Questa strutturazione a bande colorate crea un ritmo visivo che rispecchia la scansione musicale.
Figure e dinamismo Al centro dell’immagine, Martin raffigura una figura nera stilizzata in movimento – presumibilmente Lionel Hampton – che muovo le bacchette del suo vibrafono in una composizione dinamica. Una piccola silhouette si delinea in sfondo a figura intera nell’atto, quasi da torero, di dominare con le bacchette il vibrafono Entrambe le figure sono realizzate con la caratteristica tecnica calligrafica di Martin, con contorni fluidi e gesti espressivi che catturano l’energia del jazz. La figura principale si interseca e si sovrappone con più arti che compaiono in secondo piano, creando un senso di movimento e interazione musicale.
Elementi strumentali e simbolici
Sparsi nella composizione si riconoscono dei campanelli che evocano il suono del vibrafono legato alla performance jazz, resi attraverso linee essenziali e forme geometriche semplificate. Il disco rosso in alto a destra potrebbe rappresentare il sole o un elemento decorativo che bilancia la composizione.
Palette cromatica
La scelta dei colori primari (blu, giallo, rosso) con l’aggiunta del nero per le figure crea un contrasto vivace e gioioso che riflette l’energia esplosiva della musica di Hampton. Il blu dominante conferisce profondità e atmosfera notturna tipica dei club jazz, mentre il giallo e il rosso aggiungono calore e dinamismo.
Approccio stilistico
L’illustrazione dimostra perfettamente l’approccio di Martin al design discografico jazz: non una rappresentazione letterale dei musicisti, ma un’interpretazione astratta dell’energia musicale. Le forme sono semplificate ma espressive, le linee sono fluide e spontanee, creando un’immagine che funziona come traduzione visiva del ritmo swing.
Significato iconografico
Questa copertina rappresenta l’evoluzione del linguaggio visivo jazz dalla staticità degli anni ’40 al dinamismo degli anni ’50. Martin non si limita a rappresentare il musicista, ma ne interpreta l’energia creativa, trasformando l’album in un oggetto d’arte che estende l’esperienza musicale anche al piano visivo.
David Stone Martin (1913-1992)
David Stone Martin nacque a Chicago il 13 giugno 1913, figlio di un ministro presbiteriano, con il nome di David Livingstone Martin. Cresciuto a Chicago, frequentò i corsi di graphic design presso la School of the Art Institute of Chicago, dove lavorò come assistente del pittore realista sociale Ben Shahn.
Martin fu un graphic designer noto soprattutto per le sue copertine di album commerciali del dopoguerra – ne produsse più di 400, molte delle quali dedicate alla musica jazz. I suoi primi lavori includono le copertine per Art Tatum (Art Tatum Trio and Piano Solos del 1944 e del 1945 per la Asch Records).



David Stone Martin fu uno dei più prolifici e influenti graphic designer del periodo postbellico, progettando copertine per giganti del jazz come Billie Holiday, Charlie Parker, Dizzy Gillespie, e molti altri. La sua collaborazione più significativa fu quella con Norman Granz e le etichette Clef, Norgran e Verve, che lo portò a definire l’estetica visiva del jazz moderno.

Martin morì il 1º marzo 1992 a New London, lasciando un’eredità artistica che ha influenzato profondamente l’identità visiva del jazz. Il suo approccio calligrafico e la capacità di tradurre il ritmo musicale in movimento visivo hanno stabilito uno standard estetico che continua a influenzare il design discografico contemporaneo. La sua opera rappresenta la perfetta sintesi tra arte commerciale e sensibilità artistica, dimostrando come il design grafico possa elevare un prodotto commerciale a opera d’arte autonoma.

