Si è conclusa da pochi giorni la nona edizione di “Vicenza in Festival”, organizzata da DuePunti Eventi con il Comune e la Confcommercio di Vicenza.
La manifestazione si conferma come uno degli appuntamenti culturali e di spettacolo più importanti per Vicenza, grazie alla partecipazione di artisti di valore assoluto e che sanno coinvolgere un pubblico importante, che anche quest’anno ha “invaso” pacificamente Piazza dei Signori e le vie del centro storico nelle serate del festival.
In questa edizione il cartellone prevedeva i concerti di Arisa (29 agosto), Noemi (30 agosto), RAF (1 settembre), Madame (2 settembre), Elio e le Storie Tese (3 settembre) e lo spettacolo comico di Max Angioni il 31 agosto.
Noi di Exhimusic abbiamo avuto la possibilità di assistere a 4 serate del Festival, di cui riportiamo qui di seguito alcune immagini e informazioni.
ARISA
L’apertura del Festival è stata affidata alla prestigiosa voce di Arisa con il suo “Summer Tour 2026”.
L’artista lucana ha regalato al pubblico vicentino una intensa esibizione, capace di entusiasmare i moltissimi fan presenti con i brani più celebri del suo repertorio quali “Sincerità”, “Controvento”, “La Notte” alternati alle nuove canzoni dell’ultimo album “Foto Mosse”, ampiamente rappresentato da numerosi brani in scaletta.
Molto apprezzato il clima di intimità che Arisa stabilisce con il pubblico, soffermandosi spesso a “dialogare” dal palco con gli spettatori in platea e a introdurre le canzoni spiegandone il significato e l’ispirazione che hanno portato alla loro scrittura.
Le qualità vocali indiscusse dell’artista vengono ulteriormente esaltate durante il concerto dalla presenza on stage di un’orchestra numerosa capace di produrre un suono potente che ben si fonde con la voce nitida e squillante di Arisa.
Setlist del concerto:
Portami con te
Ed era maggio
Atomi
Sincerità
Cime tempestose
Benedetti amanti
Foto mosse
Nuvole
La notte
Il tuo profumo
Non mi mancherai
Arrivederci
Vento tra le braccia
Lonely Boy
Controvento
Magica favola
Canta ancora
Meraviglioso amore mio
Amore universale
Rugiada






NOEMI
La seconda serata del Festival vede Piazza dei Signori riempirsi del caloroso e affezionato pubblico dell’artista romana Noemi, reduce da un mese di stop forzato dovuto a una brutta caduta dal palco occorsole durante un concerto in provincia di Chieti lo scorso luglio.
Noemi viene accolta da un grande applauso quando appare sul palco camminando con le stampelle, per poi sedersi sullo sgabello dal quale si esibirà per il resto del concerto.
La cantante spiega che in questo periodo non avrebbe mai potuto rinunciare all’energia che da sempre le trasmette il pubblico e mai avrebbe potuto restare ferma, mancando all’appuntamento con i fan.
Si apre così con “Se ti innamori muori” un concerto che rappresenta un vero e proprio viaggio emozionale nel repertorio musicale di Noemi, intimo ma sempre intenso e coinvolgente, come ben dimostra il pubblico che la segue durante tutta la performance con coreografie spontanee fatte di braccia ondeggianti rivolte al cielo e di torce dei telefoni che danzano nella notte vicentina.
Non manca proprio nulla nella scaletta proposta da Noemi: dalle sue grandi hit (“Glicine, “Sono solo parole”, “Briciole”), alle collaborazioni più celebri, come quella con Mannoia in “L’amore si odia”.
L’artista coglie l’occasione per ringraziare la grande interprete romana che agli inizi della sua carriera le ha dato l’opportunità di farsi meglio conoscere grazie a questo duetto.
Momenti di grande intensità arrivano anche quando Noemi intona le note di “Generale” di Francesco De Gregori accompagnata da tutto il pubblico in piedi. Una canzone che parla di pace per ricordare quanto sia prezioso e necessario questo valore per dare un senso alle nostre vite.
Prima della conclusione trovano spazio anche i pezzi più leggeri e movimentati, dove si balla e ci si lascia trasportare dallo scambio di energia tra palco e pubblico: “Makumba”, “Oh ma” e l’ultimo singolo “Tu cosa fai questa sera”.
Setlist del concerto:
Se ti innamori muori
Luna bugiarda
La fine
Per tutta la vita
Briciole
L’amore si odia
L’amore eternit
Makumba
Tekken
Ti amo non lo so dire
Titanium
Non sono io
Centomila notti
Bagnati dal sole
Generale
Glicine
Sono solo parole
Albachiara
Vuoto a perdere
Bianca
Oh ma
Tu cosa fai questa sera
Se ti innamori muori









MADAME
Il concerto di Francesca Calearo era sicuramente tra le date più attese di “Vicenza in Festival”, perché si sa che quando si “gioca in casa” l’atmosfera ha sempre qualcosa di speciale.
Calcare il palco di piazza dei Signori per la tappa vicentina del tour “Disincanto” ha rappresentato per Madame un banco di prova carico di emotività. Davanti a oltre tremila spettatori, tra cui i suoi familiari, i vecchi compagni di classe e i professori delle scuole superiori, la cantautrice ha messo in scena un concerto profondamente catartico, capace di unire l’energia dei grandi live a momenti di forte introspezione.
Avevamo già avuto modo di assistere alla data di Villafranca (VR) dello stesso tour lo scorso luglio e vi rimandiamo a quel live report (https://www.exhimusic.com/magazine/2026/08/03/madame-al-villafranca-festival-27-07-2026-live-report-e-foto-gallery-di-massimo-dalla-barba/) per maggiori dettagli sulla setlist del concerto e altri aspetti artistici là toccati.
Oggi ci interessa invece parlare di come lo show abbia visto un’intensa complicità con lo storico produttore Bias (Nicolas Biasin), della cura scenografica fatta di filmati d’infanzia, e degli elementi teatrali di forte impatto, come il lettino da psicanalista per il brano “Grazie” o la resa dei conti simbolica con i propri demoni in “Bestia”.
Dall’esecuzione intima al pianoforte di “Sciccherie” fino al celebre “confessionale” con i fan, il concerto ha attraversato tutti i capisaldi della produzione di Madame, tra cui le sanremesi “Voce” e “Il bene nel male”.
Superata l’iniziale apprensione per il legame da sempre complesso con la propria città d’origine, l’artista ha trasformato la serata in un abbraccio liberatorio con le proprie radici, abbraccio che è stato prontamente recepito e ricambiato dal pubblico che ha applaudito e cantato con grande coinvolgimento durante tutta la serata, arrivando anche a organizzare “coreografie” dedicate. I palloncini bianchi a forma di stella (riferimento all’artwork dell’ultimo album) liberati durante “Disincanto” così come la marea di torce accese su “Sciccherie” resteranno a lungo negli occhi e nel cuore di Madame.










ELIO E LE STORIE TESE
La serata conclusiva dell’edizione 2026 di Vicenza in Festival è affidata all’atteso concerto di Elio e le Storie Tese in piazza dei Signori.
I concerti di EELST sono sempre un evento capace di attrarre non solo i moltissimi fan storici ma anche chiunque voglia assistere a due ore di pura energia, tecnica musicale impeccabile e satira dissacrante. Proprio per questo giovedì 3 settembre ci siamo trovati davanti a una platea gremita e calorosa.
La particolarità della serata è risieduta nel concept dello show: una scaletta in stile “menù culinario” configurata direttamente dalle preferenze espresse dai fan sul sito della band. Sul palco, i musicisti in tenuta da chef, capitanati da un Elio nelle vesti di maestro di cerimonia, hanno snocciolato un repertorio ricchissimo, sorretto da una sezione ritmica formidabile, dalle acrobazie di Faso al basso a sei corde e dai lancinanti assoli di chitarra di Cesareo, oltre al prezioso apporto vocale di Paola Folli.
L’esibizione ha proposto una sequenza incalzante di classici e perle di repertorio, aperta dall’iconica “John Holmes” e proseguita tra composizioni musicalmente complesse come “La vendetta del Fantasma Formaggino” ed esecuzioni di brani come “Fossi figo”, “Mio cuggino”, “La terra dei cachi” (presentata a Sanremo nel 1996) e “Uomini col borsello”.
A catalizzare l’entusiasmo della piazza sono state anche le irresistibili metamorfosi sceniche di Mangoni, acclamato a gran voce tra travestimenti stravaganti (dallo strampalato Supergiovane a un’esilarante versione cubista) e la sua volutamente sgangherata interpretazione a cappella di “Yesterday” dei Beatles.
Tra la carica dance di “Born to be Abramo” e l’ironia di “Essere donna oggi”, lo spettacolo si è avviato alla conclusione sulle note di “Tapparella”, culminando nel momento di comicità finale, quando tutta la piazza ha intonato il celebre slogan “Forza panino!”, con cui Elio e la band hanno salutato il pubblico tra applausi scroscianti e goliardia.
Setlist del concerto:
John Holmes (una vita per il cinema)
La vendetta del fantasma formaggino
Servi della gleba
Il vitello dai piedi di balsa
Mio cuggino
Fossi figo
Parco Sempione
Cameroon
Uomini col borsello (ragazza che limoni sola)
Pipppero
La terra dei cachi
Supergiovane
Shpalman
Yesterday
Essere donna oggi
Tapparella












Foto e live report di Massimo Dalla Barba.
Si ringraziano per l’opportunità concessa DuePunti Eventi e le agenzie live Friends & Partners per Noemi, Madame, Arisa e International Music and Arts per Elio e Le Storie Tese.

