Giunto alla sua 35esima edizione, Suoni Di Marca si conferma come uno dei più importanti eventi nel panorama culturale e musicale italiano, che dalle mura della città di Treviso apre i suoi orizzonti rivolgendosi a un pubblico eterogeneo sia locale che proveniente da ogni altra parte.
Abbiamo avuto modo di partecipare alla serata del 14 luglio scorso, dove nel main stage del festival è andata in scena una kermesse tutta al femminile che ci ha dato modo di apprezzare le performance live di tre giovani artiste molto interessanti.
La prima ad esibirsi, in apertura di serata, è stata la giovane artista trevigiana Giulia Baldissera, in arte Liet.
Per la sua proposta musicale ha attinto dall’album d’esordio “Eterna” (2021), catturando il pubblico con le atmosfere intense e magnetiche che lo caratterizzano e che trovano espressione anche nei due singoli estratti: “Che mi lasci indietro” e “Acqua del Cielo”. Quest’ultimo è stato anche oggetto di un remix a cura di Tim Lefebvre, ex bassista di David Bowie.
Abbiamo sentito una cantautrice capace di veicolare emozioni e artisticamente matura. Aspettiamo con curiosità il nuovo album, già in lavorazione.
È stata poi la volta di Emma Nolde, interessantissima cantautrice e polistrumentista toscana, classe 2000, giunta al suo terzo album dal titolo “Nuovospaziotempo, da cui ha proposto diversi brani.
Il suo è un mondo musicale che sfugge a una definizione univoca. C’è l’Elisa dei primi tempi, c’è un po’di Billie Eilish, c’è l’incursione nel mondo rap che qui appare nobilitato (evidente nella proposizione live di alcuni brani), ma troviamo soprattutto una artista che ha le basi nell’indie, che è infatti il suo territorio di provenienza.
A chiudere la lineup della serata arriva l’artista più attesa: Joan Thiele.
Di Joan Thiele si è parlato molto negli ultimi tempi: ha vinto il David di Donatello per la migliore canzone originale con Proiettili (ti mangio il cuore), brano da lei interpretato con Elodie e colonna sonora del film “Ti mangio il cuore”.
Quest’anno ha partecipato al Festival di Sanremo, dove si è fatta notare con la sua “Eco”, ricevendo l’apprezzamento del pubblico in termini di ascolti.
Nel febbraio di quest’anno è stato pubblicato il suo secondo album in studio dal titolo “Joanita”, primo disco interamente in italiano, anticipato dal singolo “Veleno” e dalla già citata “Eco”, portata sul palco dell’Ariston.
A fine giugno 2025 è stato pubblicato il nuovo singolo “Allucinazione”, non contenuto nella prima edizione di “Joanita” ma disponibile in digitale all’interno dello stesso album.
Il concerto di Treviso è stata l’occasione per conoscere più da vicino il mondo affascinante di Joan Thiele e in particolare le atmosfere evocative dell’ultimo album, che si rifanno in modo evidente a un immaginario che prende spunto dagli eroi “maledetti” dei film anni ’60, dai film di “vendetta” nello stile di Sergio Leone e Tarantino.
Per definire meglio la proposta musicale di Joan Thiele si potrebbe dire che le sue canzoni descrivono pezzi di film in musica, quasi come se si trattasse di una sceneggiatura che lascia allo spettatore la libertà di trarre un significato definito.
Menzione speciale per il lighting del palco, sicuramente particolare: luci quasi azzerate che lasciano appena intravedere la cantante, alternate a momenti di fortissimo controluce con lame di denso fumo bianco che si stagliano nello sfondo.
Foto e live report di Massimo Dalla Barba.
Grazie a MNComm e Suoni Di Marca per l’opportunità concessa.



























