Boston, Boston
1976, Epic – PE 34188
Copertina: Roger Huyssen
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Roger Huyssen (1946) Grafic designer e illustratore è ancora in attività e vive in California. E’ conosciuto per le sue illusrtrazioni surrealistiche.
Roger Huyssen è nato a Los Angeles e si è laureato in economia presso l’Università della California a Santa Barbara, completando poi gli studi presso l’Art Center College of Design. Nel corso della sua lunga carriera artistica a New York, le opere di Huyssen sono apparse in tutte le forme di comunicazione visiva.
Il suo lavoro è iniziato nell’industria discografica, dove ha creato quasi un centinaio di copertine di album, da Duke Ellington e James Brown alla classica e iconica astronave-chitarra per Boston. Il suo stile unico e i suoi concetti espressivi sono stati visti su manifesti cinematografici, campagne pubblicitarie nazionali e riviste, tra cui oltre venti copertine della rivista Time, molte delle quali ora fanno parte della collezione permanente della Smithsonian National Portrait Gallery di Washington, DC.
Tra i suoi clienti commerciali figurano la maggior parte delle principali aziende come IBM, AT&T, Merck, Coca-Cola e tutte le principali reti televisive e case cinematografiche. Alcuni dei poster cinematografici sono stati creati per i film dei Muppet di Jim Henson, per diversi film di Clint Eastwood e per il film originale di Star Trek. Ha curato lo sviluppo creativo dei personaggi e il design delle confezioni per M&M/Mars, General Foods e l’industria del software per videogiochi. Tra i suoi poster pubblicati per l’intrattenimento e lo sport figurano la Macy’s Thanksgiving Day Parade, la Breeder’s Cup, il Golden Anniversary della Society of Illustrators, l’Island of Adventure degli Universal Studio, oltre alle illustrazioni a tema NFL per due Super Bowl.
Le sue illustrazioni fotografiche sono state commissionate da Novartis, BauschLomb, Genentech, United Healthcare, Clairol, Nokia e l’AD Council.
Gli è stato conferito il Distinguished Alumni Award dall’Università della California a Santa Barbara.
Attualmente lavora nel suo studio digitale a Westport, nel Connecticut.
Anche se definiti da sempre una band, i BOSTON in realtà sono un progetto di TOM SCHOLZ, un ingegnere laureato al M.I.T. che dopo il lavoro con la POLAROID si costruì uno studio di registrazione nei primi anni ’70 dove cominciò a sperimentare suoni e marchingegni elettronici costruiti da lui stesso. Scholz formò i MOTHER’S MILK con il cantante Brad Delp e il chitarrista Barry Goudreau. Ma da buon perfezionista e insoddisfatto delle esibizioni live si dedicò al lavoro di studio e per ben sette anni lavorò sui demo per presentare poi i nastri registrati alle varie etichette che non accettarono le canzoni. Solo nel 1975 Tom Scholz ottenne l’attenzione della EPIC RECORDS e firmò il contratto che prevedeva come condizione il fatto di fare un’audizione live e quindi in un certo qual modo fu costretto a formare una band completa. Inoltre la EPIC rifiutò i demo fatti nello studio di casa e gli impose di ri-registrare tutto il materiale in uno studio professionale (in pratica dovette registrare tutto di nuovo e buttare tanti anni di lavoro spesi alla creazione delle canzoni).
Per fortuna, Scholz trovò dalla sua parte un alleato prezioso nel produttore John Boylan che lo aiutò, negli studi della Capitol, a trasferire i demo in un formato professionale a 24 piste. Alla fine, visto il risultato, possiamo dire che ne è valsa la pena. Anche se a parte la voce del cantante e alcune parti di batteria tutto il resto è stato utilizzato nel mix finale del disco dei BOSTON e dimostra quanto era innovativo per l’epoca il materiale composto anni prima da Scholz.
Ad agosto del 1976, BOSTON, il primo disco della band, diede nuova vita al rock classico che sembrava stesse lasciando spazio alla nuova ondata di punk e new wave e al fenomeno disco. Infatti l’uso innovativo delle apparecchiature progettate dallo stesso SCHOLZ si ritroveranno in molti dischi successivi e in particolare quelli usciti nel 1980. Il perfetto mix tra Hard rock con melodie ricche di armonia e passaggi delicati che avevamo ascoltato nei dischi dei Led Zeppelin, James Gang o The Who, qui erano strabilianti. L’album è diventato il debutto di maggior successo mai avuto da un gruppo ed è rimasto tale per oltre un decennio, vendendo un milione di copie in meno di 3 mesi dall’uscita e nove volte quella cifra dopo dieci anni.

