The Beatles, Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band
1967, Parlophone – PMC 7027
Copertina: Peter Blake (design)
Michael Cooper (foto) – Jann Haworth (stage)
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Il disco uscì in Gran Bretagna il 1° giugno 1967, ed è quasi unanimemente considerato il più influente album musicale della storia, con 32 milioni di copie vendute in tutto il mondo. E’ stato in cima alla UK albums chart per ben 6 mesi, ha vinto 4 Grammy Awards nel 1968 ed è stato il primo disco rock a ricevere il Grammy come miglior album dell’anno.
Uno di questi Grammy fu proprio per la copertina, realizzata da Jann Haworth e Peter Blake (all’epoca moglie e marito) partendo da un’idea di Paul McCartney, e riconosciuta come uno dei più famosi esempi di pop art.
Il concept dell’immagine è che attorno alla Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band si raduni il suo pubblico ideale, per fare una foto di gruppo. La composizione non venne realizzata attraverso fotomontaggio, ma stampando le sagome a grandezza naturale e posizionandole in gruppo.
Blake e Haworth coinvolgono il fotografo Michael Cooper, ritrattista di Marcel Duchamp, Renè Magritte, Claes Oldenburg, Robert Rauschenberg, e conosciuto nel mondo rock i servizi fotografici sui Rolling Stones (sua la copertina di Their Satanic Majesties Request). Cooper morirà suicida nel 1973, lasciando un archivio di oltre 17.000 scatti.
I tre studiano il concept dell’album e lo traducono nella celeberrima opera british-pop: un condensato di creatività composto da 73 personaggi storici e 16 oggetti totalmente eterogenei disposti su più livelli. Sulla base di un terreno con peperomia, giacinti, capelvenere, kenzie e azalee, piante fiorifere rosse formano la scritta “Beatles”, su cui si posa la grancassa che fa da nucleo alle figurine dei Fab Four, baffuti e vestiti di coloratissime livree militaresche create dal leggendario costumista Monty M. Berman.
“Abbiamo ordinato le cose più pazze ispirate a casacche militari. Era da Berman che ti mandavano se stavi girando un film e cercavi qualche abito particolare. Volevamo una divisa Edoardiana o ispirata alla guerra di Crimea. Abbiamo scelto le cose più eccentriche e le abbiamo messe insieme.”
Paul McCartney
Blake racconta: “Ho discusso con i Beatles fin nei minimi dettagli per capire come doveva essere quella copertina. Ho capito che doveva rappresentare il momento della fine di un concerto, sul palco di un parco. Il mio contributo sarebbero state le sagome a grandezza naturale: quella folla magica”. E ancora: “Tutte le figure che si vedono dietro ai Beatles occupano in profondità uno spazio di circa mezzo metro; davanti a loro una fila di manichini di cera. I Beatles in carne e ossa stavano su una piattaforma lunga circa un metro e mezzo con di fronte una batteria, più avanti un tappeto erboso con una composizione floreale inclinata in un certo modo. Tutta l’installazione era profonda solo quattro metri e mezzo. Chiedemmo ai Beatles di metterci i loro oggetti preferiti. La cosa non funzionò molto, forse non mi ero spiegato bene; per esempio Paul decise che i suoi oggetti preferiti erano degli strumenti musicali e ne affittò un gran numero, arrivando con una camionata di corni francesi e trombe e altre cose meravigliose – ma erano veramente troppe, così ne usammo solo uno o due.”
La copertina rese famoso Peter Blake, ma per il lavoro l’artista e sua moglie ricevettero solo 200 sterline, per anni la questione ebbe solo esiti negativi e oggi Blake non ne discute più. In seguito Blake ha lavorato ancora con i Beatles: The Beatles, (63-68), manifesti in acrilico su foto di giornale con lo spazio bianco per gli autografi.
Peter Blake
Sir Peter Thomas Blake CBE RDI (Dartford, 25 giugno 1932) è un artista inglese del movimento della pop art.
Ha lavorato con tanti altri artisti del mondo del rock: dopo i Beatles sono sue le copertine di Sweet Child (Pentangle, 1968), dei singoli dei Band Aid, Do They Know It’s Christmas? (1984), di Face Dances (Who, 1981), di Stanley Road (Paul Weller, 1995), di Brand New Boots And Panties (2001, Ian Dury, che in gioventù era stato allievo di Blake al Royal College Of Arts), della antologia Stop the Clocks (Oasis, 2006).
Nel 2008 eseguì una nuova versione aggiornata di Sgt. Pepper, con le figure più famose dalla storia di Liverpool, per sostenere la candidatura della città come capitale della cultura europea.
Nel 1969, lasciò Londra, tornò a lavorare alle figure della tradizione popolare inglese e Shakespeariana. Illustrò il romanzo di Lewis Carrol: “Through the looking-glass”,
Nel 1975 fondò il Collettivo Brotherhood of Ruralist, gruppo di artisti votati al preraffaelismo.
Dieci anni dopo Blake tornò a Londra per ritrovare la direzione pop degli albori e nel 2005 ha aperto la Blake Music Art Gallery presso la School of Music dell’Università di Leeds, dove nel 2011 verrà insignito del titolo onorario di Doctor of Music e del grado onorario di Dottore d’arte presso la Nottingham Trent University.
Nel 2014 ricevette il titolo di Accademico Onorario dalla Royal West of England Academy di Bristol.
Fonti:
Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (Wiki)
Peter Blake (Wiki)

