Lucio Battisti, Lucio Battisti, la batteria, il contrabbasso, eccetera
1976, Numero Uno
Copertina: Cesare Monti, Wanda Monti
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La copertina dell’album “Lucio Battisti – La batteria, il contrabbasso, eccetera” (1976) rappresenta un momento di transizione fondamentale nella discografia dell’artista e nella sua rappresentazione visiva. Realizzata da Cesare Monti Montalbetti insieme alla sua compagna artistica e di vita Wanda Spinello, l’immagine cattura perfettamente l’evoluzione musicale di Battisti verso sonorità più sperimentali e jazz-fusion.
Come fotografo ufficiale della Numero Uno, Monti contribuì a definire l’identità visiva di un’intera generazione musicale italiana. Le sue copertine per Battisti rappresentano un percorso iconografico coerente che documenta l’evoluzione dell’artista dagli anni ’70 ai primi ’80.
Cesare Monti (1946 – 2015)
Nato a Milano nel 1946, alla fine degli anni ’60 Cesare Monti si formò a Londra lavorando prima come assistente di Romano Cagnoni della prestigiosa Agenzia Magnum, poi di Harry Pecinotti per la rivista “Tween”, quindi dell’artista visivo Clay Ragazzini, collaboratore dell’etichetta discografica “Apple”. Questa esperienza internazionale gli diede una visione moderna che portò poi nel panorama discografico italiano.
Gli artisti per i quali studiò e realizzò le copertine, assieme alla sua compagna nella vita e nel lavoro Wanda Spinello furono: Lucio Battisti, l’Equipe 84, la Premiata Forneria Marconi, il Perigeo, il Banco del Mutuo Soccorso, la Formula 3, Ivano Fossati, Oscar Prudente.
La collaborazione con Wanda Spinello rappresentò un sodalizio artistico fondamentale: insieme crearono alcune delle copertine più iconiche della musica italiana.
Monti lavorò per le principali etichette discografiche: Numero Uno, Cramps, Trident, Produttori Associati, Polygram, RCA Italiana, CBS, EMI Italiana, Ascolto, Ultima Spiaggia (della quale fu anche socio), Sony e WEA. La sua versatilità gli permise di adattarsi ai diversi stili e alle esigenze specifiche di ogni artista.
Fu il fotografo della Numero Uno ai tempi d’oro dell’etichetta, vale a dire nel corso degli anni ’70. In questo periodo realizzò alcune delle sue opere più significative, documentando l’evoluzione di Lucio Battisti e di altri protagonisti della scena musicale italiana.
Alla carriera artistica fino al 1992 Monti affiancò un lavoro come regista pubblicitario: suoi alcuni celebri spot per Kodak, Swatch, Volvo, Guzzini, Bassetti, Pioneer, Mulino Bianco, San Benedetto e Yomo. Questa diversificazione dimostra la sua capacità di adattare la propria visione artistica a diversi linguaggi comunicativi.
Nel 1998 Monti fu il direttore creativo della sezione italiana dell’Expo di Lisbona, riconoscimento che testimonia l’importanza del suo contributo alla cultura visiva italiana.

