Otello Profazio, Sollazzevole
1972, Cetra
Copertina: Franco Bonvicini (Bonvi)
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La copertina dell’album “Sollazzevole” di Otello Profazio del 1972 rappresenta un interessante connubio tra il mondo della musica folk italiana e l’arte del fumetto, in questo caso con una copertina disegnata da Bonvi.
La presenza di Bonvi conferisce al disco di Profazio – cantautore calabrese specializzato nella rielaborazione della tradizione folk meridionale – una dimensione visiva che dialoga con l’immaginario grafico del fumetto d’autore italiano.
L’operazione editoriale risulta particolarmente significativa perché unisce due mondi apparentemente distanti: la tradizione popolare del Sud Italia interpretata da Profazio e l’ironia graficamente sofisticata del fumettista emiliano, creando un prodotto culturale dal forte impatto comunicativo.
l genio narrativo di Bonvi che trasforma il titolo “Sollazzevole” in una storia a fumetti che ne interpreta letteralmente il significato. Le vignette raccontano scene di piacevole convivialità: banchetti, momenti di festa, figure femminili sensuali e situazioni goliardiche che incarnano perfettamente il concetto di “sollazzo” – ovvero divertimento, piacere e spensieratezza.
Il fumettista costruisce una narrazione visiva che dialoga con la musica folk di Profazio, creando un ponte tra la tradizione popolare italiana (rappresentata dalle scene conviviali) e il linguaggio del fumetto d’autore. Le onomatopee come “SLURP“, “SIGH!” ed “EH?” aggiungono dinamismo e ironia tipici dello stile bonviano.
La scelta di affidare la copertina al celebre fumettista non è casuale: Bonvi era un artista poliedrico che, oltre ai fumetti, aveva già collaborato con il mondo musicale disegnando la copertina di “L’altra faccia” di Maurizio Vandelli (ex leader degli Equipe 84) del 1970.

Franco Bonvicini (Bonvi) (1941-1995)
Nato a Modena nel 1941 e scomparso nel 1995, Bonvi è stato uno dei fumettisti italiani più innovativi del secondo Novecento. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti, esordisce negli anni ’60 collaborando con riviste come “Linus” e “Il Corriere dei Piccoli”.
La sua fama esplode con “Sturmtruppen” (1968), saga satirica antimilitarista che diventa cult generazionale, seguita da “Cattivik” (1969), il primo antieroe del fumetto italiano. Bonvi ha saputo rinnovare il linguaggio del fumetto nostrano con uno stile grafico raffinato e un umorismo intelligente che spaziava dalla satira sociale alla parodia dei generi.
Anche la collaborazione con Profazio testimonia la sua versatilità artistica, capace di adattare il proprio talento a progetti culturali diversi, sempre mantenendo la propria identità creativa.

