Claudio Lolli, Antipatici Antipodi
1983, EMI
Copertina: Andrea Pazienza
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La copertina di “Antipatici Antipodi” rappresenta uno degli incontri più significativi tra il cantautorato politico italiano e l’arte underground di Andrea Pazienza. Pazienza crea un ritratto di Lolli caricaturale quasi al limite del grottesco: un personaggio con sguardo allucinato, guanti bianchi e orecchino, vicino una schiera di strani ominidi gialli con cuffie, le figure e lo sfondo sono un tripudio di colori sgargianti.
L’estetica surreale di Pazienza si sposa idealmente con l’universo poetico di Lolli, creando un dialogo provocatorio tra due artisti che condividevano la stessa irrequietezza generazionale. Il cantautore ha raccontato l’aneddoto legato alla creazione della copertina, nata quasi per caso dal fare beffardo e irriverente del fumettista come simpatica presa di giro nei confronti dell’amico.

Nel retro copertina abbiamo “tutte queste vignette in cui mi prende in giro meravigliosamente e qui,… queste sono tutte mie caricature naturalmente e questa forse è la più adatta...” dice lo stesso Lolli nella stessa intervista.

Andrea Pazienza (1956-1988)
Andrea Pazienza (San Benedetto del Tronto, 23 maggio 1956 – Montepulciano, 16 giugno 1988) è stato uno dei fumettisti italiani più influenti e innovativi del XX secolo, noto anche con il diminutivo di “Paz”. Trasferitosi a Bologna nel 1974, si iscrisse al corso di laurea in Discipline delle Arti, Musica e Spettacolo (DAMS), ritrovandosi nella città emblema di controcultura.
Nel 1981 Frigidaire pubblica “Giallo scolastico” con la prima apparizione di Zanardi, e la sua popolarità esplode. “Andrea viene coinvolto in collaborazioni di ogni genere e saggia le sue capacità espressive con altri strumenti come la pubblicità, i poster, i calendari, i dischi… Tutti vogliono un disegno di Andrea Pazienza”.
Collaborazioni nel mondo musicale
Pazienza fu apprezzato per la sicurezza del segno e la verve polemica, ma rilevanti sono anche le sue incursioni nel mondo della grafica (manifesti, copertine di album musicali) e nel campo pubblicitario.
A trent’anni dalla sua morte, i disegni di Andrea Pazienza raccontano ancora un’Italia musicale indigesta, assurda e psichedelica.
La sua influenza sulla cultura musicale italiana è testimoniata oltre che dalle sue copertine per gli album di Roberto Vecchioni e tanti altri, anche dalle dediche postume: il musicista Sergio Cossu gli dedica il brano “Apaz“, la canzone “1977” dei Bisca lo cita tra i ricordi dell’Italia del 1977, e nel 2008 Vinicio Capossela si esibisce in un concerto dal titolo “E’ Paz di gioia!” al Carpino Folk Festival.
Pazienza rappresenta la sintesi perfetta tra controcultura, sperimentazione artistica e sensibilità musicale, rendendo ogni sua collaborazione discografica un evento culturale di straordinario valore.

