Dalis Car, The Waking Hour
1984, Paradox Records
Copertina di: Mick Karn (cover design) – Maxfield Perrish (Dipinto)
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“The Waking Hour” è l’album di debutto dei Dalis Car, supergruppo formato da Peter Murphy (voce dei Bauhaus) e Mick Karn (bassista dei Japan). Pubblicato nel 1984, rappresenta un esperimento affascinante che fonde l’approccio dark wave di Murphy con il sound più sofisticato e jazz-influenced di Karn.

L’album si caratterizza per atmosfere oniriche e sperimentali, dove la voce drammatica di Murphy si intreccia con le linee di basso fretless distintive di Karn e arrangiamenti ricchi di sintetizzatori e strumenti etnici. Il risultato è un sound unico che si distacca sia dai Bauhaus che dai Japan, creando qualcosa di completamente nuovo nel panorama post-punk/new wave degli anni ’80.
Curiosità:
- Il nome “Dalis Car” deriva da una canzone dei Captain Beefheart
- L’album fu registrato in appena due settimane
- Nonostante il talento dei musicisti coinvolti, l’album non ebbe grande successo commerciale all’epoca
- È considerato oggi un cult album, molto apprezzato dai collezionisti
- La collaborazione si riformò brevemente nel 2012 per un secondo album, “InGladAloneness”
- Mick Karn utilizzò il suo caratteristico basso fretless Wal, elemento distintivo del sound Japan
L’album rimane una testimonianza interessante di come due artisti di spicco della scena alternativa britannica abbiano creato qualcosa di completamente diverso dalle loro band principali.

La copertina di “The Waking Hour” dei Dalis Car presenta il dipinto “Daybreak” (1922) di Maxfield Parrish.
Curiosamente, lo stesso dipinto era stato utilizzato anche dai Moody Blues per la copertina del loro album “The Present” nel 1983, appena un anno prima.

Maxfield Parrish (1870-1966) è stato uno dei più famosi illustratori americani, noto per i suoi paesaggi idilliaci caratterizzati da colori vividi, in particolare il celebre “blu Parrish”, e per le sue rappresentazioni di figure femminili in ambientazioni da sogno. “Daybreak” è uno dei suoi dipinti più iconici e mostra una figura femminile in un paesaggio sereno all’alba.
La scelta di questo artwork si sposa perfettamente con l’atmosfera onirica e contemplativa dell’album, contrastando con la potenza emotiva della musica contenuta nel disco – come osserva un critico, “la splendida e languida artwork nasconde la forza registrata sul vinile”.
L’utilizzo di un’opera d’arte classica come copertina era abbastanza comune negli anni ’80, periodo in cui molti artisti musicali sceglievano dipinti famosi per rappresentare visivamente la loro musica, creando un ponte tra arte visiva e sonora.

