Kiss, Destroyer
1976, Casablanca Records
Copertina di: Ken Kelly (Illustration)
Torna all’ INDICE del catalogo
“Destroyer” è il quarto album in studio dei Kiss, prodotto da Bob Ezrin (noto per il suo lavoro con Alice Cooper e Pink Floyd). Rappresenta un punto di svolta nella carriera della band, segnando il passaggio da un sound più grezzo e diretto a una produzione più sofisticata e orchestrale.
Caratteristiche principali: L’album presenta alcuni dei brani più iconici dei Kiss, tra cui “Detroit Rock City”, “Shout It Out Loud” e “Beth” – quest’ultima una ballad cantata dal batterista Peter Criss che divenne il loro primo grande successo radiofonico. La produzione di Ezrin introduce elementi sinfonici, cori e arrangiamenti più elaborati rispetto ai precedenti lavori.
Curiosità:
- “Beth” fu inizialmente considerata solo una traccia di riempimento, ma divenne inaspettatamente il singolo di maggior successo dell’album
- Bob Ezrin convinse la band a sperimentare con nuovi suoni, incluso l’uso di un’orchestra per alcune tracce
- L’album fu il primo dei Kiss a raggiungere la top 20 nella Billboard 200
- “Detroit Rock City” divenne un inno del rock e una delle canzoni più riconoscibili della band
- L’album segnò l’inizio del periodo di maggior successo commerciale dei Kiss nella seconda metà degli anni ’70
“Destroyer” è considerato da molti il capolavoro dei Kiss, perfetto equilibrio tra accessibilità commerciale e potenza rock.

La copertina di “Destroyer” è una delle più iconiche e drammatiche nella storia del rock, creata dall’artista fantasy Ken Kelly, famoso per i suoi lavori per Conan il Barbaro e altre opere fantasy.
L’artwork mostra i quattro membri dei Kiss in versione “distruttrice” mentre emergono dalle fiamme di una città in rovina. Le figure sono rappresentate come giganteschi conquistatori che dominano un paesaggio apocalittico alle loro spalle. I personaggi mantengono i loro alter ego caratteristici ma amplificati in chiave epica e mitologica.
Curiosità:
- Ken Kelly non aveva mai sentito parlare dei Kiss quando ricevette l’incarico, ma rimase colpito dai loro costumi teatrali
- L’artista si ispirò ai dipinti di Frank Frazetta (suo mentore) per creare l’atmosfera epic fantasy-apocalittica
- La copertina costò circa 7.000 dollari, una cifra considerevole per l’epoca
- L’artwork divenne così popolare che i Kiss commissionarono successivamente a Kelly altre opere, inclusa la copertina di “Love Gun” (1977)
- Il dipinto originale è diventato un pezzo da collezione molto ricercato
- L’immagine cattura perfettamente l’essenza teatrale e larger-than-life dei Kiss, contribuendo significativamente al loro immaginario visivo
La copertina di Kelly elevò l’immagine dei Kiss da band rock a vere e proprie icone mitologiche del rock.

È stata venduta all’asta Heritage Auctions per 200.000 dollari.

