
La voce di Nick Drake dalla scrittura di Luca Ragagnin.
Il 28 gennaio esce per Miraggi Edizioni, nella collana Scafiblù, l’ultimo lavoro di Luca Ragagnin
sulla breve, imperscrutabile esistenza e l’opera musicale di Nick Drake, raccontate da lui stesso.
DAL PAROLIERE DI SUBSONICA, MINA, VENDITTI, FLAVIO FERRI,
DELTA V (TRA GLI ALTRI), UN ROMANZO SULLA VITA DI NICK DRAKE
Il grande cantautore inglese Nick Drake (1948-1974), autore di soli tre dischi ignorati all’epoca e diventati dei capisaldi del folk-rock britannico, racconta la propria vita con una voce-flusso di coscienza che giunge dall’indistinta terra della post-morte. Da laggiù, Drake ripercorre la sua infanzia, la passione per la musica, l’inadeguatezza nei confronti di tutto ciò che sta al di fuori di una canzone, a partire dai sentimenti e dai legami terreni, la difficoltà di integrarsi e accettare le regole commerciali dell’arte. Questo romanzo delicato e feroce puntella la cronaca della vita di Nick Drake con una voce “altra”, che non appartiene a nessuno o forse a tutti i consumatori di opere e che irrompe per dire la sua sulla figura dell’artista assoluto, violento e fragile, e sul ruolo primordiale che ancora gli spetta nella società del futuro.
Una voce che procede per rivelazioni oniriche, che prende spunto dall’unico, brevissimo filmato che la posterità ha lasciato di Drake. Una ripresa muta e sbiadita di una piccola folla che raggiunge il luogo di un festival mai identificato dei primi anni Settanta. Dentro quei dodici secondi si allontana di spalle la sagoma inconfondibile di Nick Drake. Sono appena dieci passi prima di uscire dall’inquadratura. Ma dentro quei dieci passi si raccoglie il futuro a corta scadenza del cantautore e quello di tutti noi che lo ascoltiamo e ringraziamo a distanza di mezzo secolo.
«Non lo so perché la mia vita è andata in questo modo. O forse sì, lo so, e una volta l’ho scritto e cantato. La fama non è che un albero da frutto molto, molto malato. Non può prosperare finché il fusto è nel terreno. E così gli uomini di fama non possono trovare una strada finché il tempo non sia volato lontano dal giorno della loro morte. Dimenticato finché sei qui. Ricordato per un istante. Una rovina aggiornata da poco di uno stile superato da molto. Sì, la boccetta vuota è un antidepressivo. Triptizol. E poi il disco che gira e salta, a solchi terminati. Sono i Concerti brandeburghesi di Bach. Triptizol e Johann Sebastian Bach. I due poli di un mistero annunciato. Su una cosa però mi ero sbagliato. Lo stile non era affatto superato. La morte è una giostra di stili. La morte è un revival.» Luca Ragagnin

“In uno dei miei vergognosi sogni da artista maneggiavo con gioia masochista il gesto della cancellazione. Non ricordo con quale arte mi esprimessi, era assolutamente ininfluente, musica o scrittura o pittura, dal momento che non serviva a niente e a nessuno, a partire da me stesso. Ma so che era arte, nel sogno, e non un passatempo, e non un mestiere. Così, dunque, mi dicevo, l’arte non può essere una professione? Ci sono delle regole, della disciplina, degli orari, dei metodi, è un lavoro. Un lavoro svolto a favore della fantasia altrui, un trapianto di qualcosa di malato che non conosci e che va addomesticato e guarito solamente a beneficio degli sconosciuti. L’arte è un malinteso sociale, uno scherzo, un’anomalia, un tradimento, il tempo degli altri. Restituisce gioia e talvolta denaro. È sufficiente? Non lo so, il sogno non lo diceva e fuori dal sogno ignoro totalmente gli effetti duraturi dell’arte. Però c’era un errore: a me stesso in fin dei conti l’arte, qualunque fosse, serviva. Serviva a cancellarmi. L’effetto duraturo dell’arte è la cancellazione. Ora posso svegliarmi, mi dicevo, e raggiungere mia madre e il gatto in cucina, e fare colazione, e preparare la cartella e andare a scuola, no, non un’università, ho otto anni, la scuola elementare in fondo alla via dove abitiamo, mi dicevo, e mi svegliavo, ed ero un vecchio da solo in una casa vecchia ma confortevole e familiare, la casa della cancellazione”. Leggi di più

Luca Ragagnin (Torino nel 1965)
Scrittore e paroliere italiano. Incomincia a scrivere racconti e poesie nei primi anni Ottanta e a pubblicare su rivista all’inizio dei Novanta. Nel 1992 il testo teatrale viene rappresentato a Torino e a Bologna presso il Teatro di Leo de Berardinis. Dal 1994 collabora come paroliere con musicisti di varia estrazione. Nel 1995 vince il Premio Montale per la poesia con una silloge inedita, letta nello stesso anno da Vittorio Gassman nel ciclo televisivo «Cammin leggendo» e pubblicata l’anno successivo dall’editore Scheiwiller.
Nel 1996 viene invitato al Festival Internazionale di Poesia di Bar, in Montenegro, e un’antologia di sue poesie viene tradotta in serbocroato. Collabora con quotidiani e riviste di vario genere e, dal 1998 al 2003, tiene una rubrica fissa su «Duel», mensile di cinema e cultura dell’immagine. Nel 2007, insieme a Enrico Remmert, adatta per ii teatro il libro Elogio della sbronza consapevole. Lo spettacolo viene portato in tournée in Italia e in Francia da Assemblea Teatro. Nel 2009, sempre con Enrico Remmert, scrive 2984, testo teatrale ispirato a 1984 di George Orwell. Lo spettacolo debutta al Festival delle Scienze di Genova con la regia di Emanuele Conte e la produzione del Teatro della Tosse. Nel 2011 collabora alla stesura di Operetta in nero, testo teatrale scritto e musicato da Andrea Liberovici e scrive, con Michele Di Mauro, Alla fine di un nuovo giorno, spettacolo commissionato da Torino Spiritualità e portato in scena dallo stesso Di Mauro e dal compositore messicano Murcof. Nel 2012 scrive per Lella Costa Elsa Shocking, monologo basato sull’autobiografia di Elsa Schiaparelli Shocking Life, che va in scena il 20 ottobre al Teatro Carignano di Torino. Nel 2014 scrive per Angela Baraldi lo spettacolo The Wedding Singers, che debutta al Teatro della Tosse di Genova, con la regia di Emanuele Conte. Le sue poesie sono tradotte in Francia, Svizzera, Portogallo, Polonia, Romania e Montenegro.
È autore di romanzi (Marmo rosso, Arcano 21), racconti (tra gli altri, e Un amore supremo), testi teatrali (Misfatti unici, Cinque sigilli) e poesie (tra le altre, le raccolte Biopsie e La balbuzie degli oracoli) e testi di canzoni. Suoi ultimi libri sono l’antologia Il solco senza seme (Miraggi 2024) e Il regno del signor Hans Holbein (con fannidada, Prinp 2025).

I DIECI PASSI DI NICK DRAKE
Di Luca Ragagnin
Editore: Miraggi
Uscita: gennaio 2025
Pagine: 256 pp.
Prezzo: 22 euro
Contatti: – Pagina Facebook – Profilo IG – https://www.miraggiedizioni.it/

