Miles Davis, Bitches Brew
1970, Columbia, CBS
Copertina: Mati Klarwein
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Bitches Brew, album doppio di Miles Davis, registrato nell’agosto del 1969 e pubblicato nel marzo del 1970, è un disco leggendario che da più di cinquant’anni disorienta e incanta gli appassionati di jazz e rock.
La copertina è iconica tanto quanto l’album: si tratta di un’opera di Mati Klarwein, mistico pittore della 17a strada e amico di Salvador Dalì.
La copertina si sviluppa magnificamente lungo tutte le due facciate apribili dell’album, creando una narrazione visiva continua che enfatizza il dualismo come tema centrale dell’opera. Questa estensione permette a Mati di articolare una vera e propria sinfonia visiva in due movimenti:
Il giorno con il ciclone: un lato dominato dalla luce ma attraversato dalla forza distruttiva e trasformativa della tempesta
La notte: il contrappunto oscuro che completa il ciclo cosmico

L’opera presenta un surrealismo psichedelico che si manifesta nel contrasto tra il volto nero e l’abbraccio nero davanti alle onde marine. La nera chioma tribale che si trasforma in nubi di tempesta crea una circolarità inevitabile – un elemento che riflette perfettamente la natura ciclica e trasformativa della musica di Davis.
Le violente cromie di petali rossastri/giallastri nell’angolo in basso a sinistra aggiungono dinamismo alla composizione, creando un punto focale secondario che bilancia l’energia visiva generale.
Mati Klarwein, porta in quest’opera tutta la sua capacità di fondere spiritualità, sensualità e simbolismo. La sua vicinanza a Dalì si percepisce nella tecnica surreale, ma Mati sviluppa un linguaggio personale più orientato verso il misticismo e la psichedelia.
La tempesta inevitabile dell’artwork diventa metafora perfetta della rivoluzione musicale che l’ensemble meticolosamente scelto da Miles Davis stava per scatenare nel mondo del jazz. Come la tempesta nell’immagine, questa nuova musica avrebbe travolto ogni convenzione, aprendo nuove vie per il jazz con la stessa forza incontrollabile rappresentata visivamente da Mati.
L’opera è quindi non solo copertina, ma manifesto visivo di una trasformazione artistica epocale.
Mati Klarwein
Abdul Mati Klarwein (1932-2002) è stato un pittore tedesco-austriaco diventato leggendario per le sue copertine di album negli anni ’60 e ’70. Nato a Amburgo da una famiglia ebraica, fuggì con la famiglia dal nazismo, trasferendosi prima in Palestina e poi negli Stati Uniti.
Studiò alla École des Beaux-Arts di Parigi con Fernand Léger e sviluppò uno stile che mescolava surrealismo, arte psichedelica e simbolismo mistico e influenzato dall’arte africana, indiana e mediorientale.
Collaborò con Santana per “Abraxas” (1970), altra copertina iconica. Creò artwork per artisti come Buddy Miles, Last Poets, e altri. Le sue opere definirono l’estetica visiva della musica fusion e rock psichedelico
Le sue caratteristiche artistiche si possono riassumere come fusione di elementi erotici, spirituali e naturalistici; l’uso di colori caldi e vibranti e composizioni complesse ricche di dettagli simbolici.
Mati rimase attivo come pittore fino alla morte, continuando a esplorare temi mistici e multiculturali. Le sue copertine, per Miles Davis con “Bitches Brew” e per Santana con “Abraxas” restano tra le più riconoscibili e influenti nella storia dell’arte discografica.

